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Il programma di coalizione di CentroSinistra

Premessa al programma della coalizione di centrosinistra dal 2009 al 2014


Premessa al programma della coalizione di centrosinistra dal 2009 al 2014

Questo programma rappresenta l'impegno che il CentroSinistra ed il suo candidato Sindaco prendono verso Ancona e i suoi cittadini tutti. Un progetto serio, concreto e appassionato che sarà portato avanti con altrettanto spirito di servizio, competenza e professionalità.

La coalizione è lo specchio di tante anime che arricchiscono e rendono complete le singole peculiarità. Questo programma è la sintesi delle nostre idee che guideranno la città verso un nuovo modo di essere.

Nuovo nel metodo e nella crescita, pensato non solo come espressione di un nucleo ristretto e autonomo, ma come cellula di un sistema globale e proiettato nel mondo. Quindi un'Ancona Capoluogo che sa essere punto di riferimento di provincia e regione e porta d'Oriente, aperta a tutte le culture che potranno trovare accoglienza e rispetto, convinta delle ricchezza determinata dalla diversità.

Il programma è costruito su linee guida utili per orientare l'Amministrazione. Un Comune aperto e in continua interazione con i cittadini, le associazioni, le imprese e tutte quelle realtà composite che vivono e arricchiscono il tessuto sociale della nostra città.

Solo attraverso una continua e fattiva collaborazione si potrà pensare di raggiungere gli importanti obiettivi sui quali in CentroSinistra si è costituito e si impegna in questo programma.

I PRIMI CENTO GIORNI

La coalizione di CentroSinistra e il suo candidato Sindaco si impegnano sin d'ora a mettere in atto le azione che permetteranno:

    • la delega alle Circoscrizioni di tutte le funzioni che permettano la manutenzione delle aree pubbliche: strade, marciapiedi e verde. Individuazione dei capitoli di bilancio necessari per ogni intervento e passaggio alle tre Circoscrizioni dei fondi necessari. Partecipazione dei presidenti alle sedute di Giunta così da creare immediatamente un'interazione che permetterà all'Amministrazione di conoscere le necessità delle zone e pianificare gli interventi prioritari; istituzione dei Consigli di zona in forma volontaristica.
    • Apertura gratuita del parcheggio Traiano dal giovedì alla domenica dalle ore 21.00 fino alle ore 3.00 per non limitare la vita notturna del Centro ed evitare la sosta selvaggia notturna.
    • Riorganizzazione delle zone blu a pagamento in Centro per l'incentivazione della sosta produttiva. Per evitare che le vetture occupino i posti auto tutto il giorno, verranno differenziate le prime due ore di sosta a pagamento da quelle successive che saranno molto più onerose, così da permettere un ricambio costante.
    • Riforma della macchina amministrativa comunale con l'immediata messa in rete del sistema informatico dei singoli assessorati così da poter permettere al Sindaco una verifica immediata degli obiettivi nei tempi stabiliti.

PROGRAMMA

La politica urbanistica: risparmio di territorio, recupero, riqualificazione

La situazione economica ed in generale il momento storico attuale, impongono un cambio di passo ed una nuova filosofia ed approccio della politica al tema dell’urbanistica.

Le forze politiche del centro sinistra ritengono essenziali i seguenti aspetti:

la pianificazione è e dovrà essere la linea guida di fondo dell’attività amministrativa dal 2009 al 2014, l’obiettivo primario sarà la redazione e l’approvazione della variante generale al piano regolatore. A tal fine si ritiene necessaria l’approvazione da parte del Consiglio Regionale, entro la fine del proprio mandato, di una legge urbanistica che consentirà alle amministrazioni comunali di avere certezze sui riferimenti legislativi.

Principio della elaborazione del nuovo PRG è il risparmio e la conservazione del territorio ed allo scopo si dovrà realizzare un censimento degli edifici residenziali e non, pubblici e privati che sono vuoti, inutilizzati, o completamente dismessi per avere dati certi sulle reali disponibilità e necessità dei contenitori.

Il recupero e la riqualificazione degli edifici sarà una priorità dell’amministrazione di centro sinistra.

Dovranno essere approvati indirizzi e messi in campo incentivi per favorire il riuso di capannoni artigianali ed industriali per l’avvio di nuove attività d’impresa.

Il nuovo PRG dovrà essere elaborato con il coinvolgimento costante dei cittadini e delle associazioni di categoria e culturali, inoltre sarà fondamentale il dialogo e la collaborazione dei comuni confinanti con Ancona in una logica di area vasta.

Si riafferma il ruolo primario dell'ente locale nella realizzazione delle opere e dei servizi pubblici, eventuali coinvolgimenti dei privati saranno attivati con indirizzi, linee guida e controlli in capo all’ente locale stesso.

La coalizione di centrosinistra nella fase di stesura del PRG, darà seguito ad alcune essenziali varianti urbanistiche e progetti di particolare interesse pubblico e i cui iter sono pianificati o già avviati, privilegiando l’edilizia per scopi sociali, evidente necessità cittadina.

Gli interventi nel centro città si pongono l’obiettivo di rilanciare la parte storica di Ancona, che oggi ospita le tradizionali attività commerciali e di ristorazione, in particolare:

    - valorizzando e qualificando il mercato ambulante “storico” di C.so Mazzini;
    - rilanciando la funzione del Mercato delle erbe;
    - favorendo attività artigianali e commerciali;
    - realizzando spazi culturali multifunzionali, anche mediante l’utilizzo di edifici in degrado.
    - ristrutturando il fronte a mare – Water Front, del porto storico, dopo aver definitivamente individuato il progetto di insediamento produttivo artigianale/industriale, a seguito dello spostamento della FIERA, dei pescherecci e delle strutture connesse.

Le forze politiche del centro sinistra, si impegneranno affinché in tempi strettissimi sia avviata da parte dell’E.R.S.U. la realizzazione dello studentato all’ex edifico Buon Pastore nell’ottica di riqualificazione del colle Guasco e di fornire un servizio agli studenti universitari. A tale scopo chiederanno alla Giunta Regionale ed alla Amministrazione Provinciale di dare seguito alla soluzione già concordata ma non formalizzata.

Al rione del “Piano” l’Amministrazione di centro sinistra dedicherà particolare attenzione ed impegno, e il centro commerciale di Piazza D’Armi sarà uno dei primi investimenti da realizzare. Per le frazioni si stanzieranno fondi per le manutenzioni.

In tema di infrastrutture stradali, fermo restando il collegamento del porto con la grande viabilità ( A14 e SS16 ), si individuano i seguenti obiettivi:

    - raddoppio ss16
    - innesto ss16 con la cosiddetta uscita a ovest
    - uso della ferrovia per l’uscita dei TIR dal porto
    - Studio di fattibilità tecnico economica di un collegamento da via Flaminia a sud di torrette e la SS16.

Sviluppo del Porto

Il porto di Ancona ricopre un ruolo strategico nello sviluppo economico della città capoluogo e della regione. La tendenza a cui occorre lavorare, è di un ulteriore sviluppo del trasporto via mare che va considerato positivamente nella prospettiva di crescita del cabotaggio in alternativa al trasporto su gomma.

La realizzazione delle opere a terra e a mare, hanno il compito di affrontare i problemi complessi sul tappeto: il reperimento di nuovi spazi e banchine, le attività produttive e le prospettive occupazionali, il problema della sicurezza nei luoghi di lavoro nell’area portuale, il rapporto città-porto, la viabilità. Per quanto riguarda gli spazi portuali occorre muoversi in un quadro unitario di tutta l’area portuale e del suo allargamento con la nuova darsena, che consentirà una razionalizzazione delle attività e la riqualificazione di aree di pregio del fronte porto storico; occorre insistere per il ripristino di un passaggio diretto con il centro storico rimuovendo gli impedimenti costituiti dalle caserme.

Il problema che si pone per il porto, non è solo quello dell’espansione e dei nuovi spazi, ma quello ancora più importante della razionalizzazione degli spazi esistenti, nella direzione di ampliare le aree per la movimentazione delle merci e per le attività cantieristiche, delocalizzando attività che non hanno bisogno di stare al porto e riportando sotto controllo pubblico le aree dismesse e sottoutilizzate.

Fra le priorità infrastrutturali su cui si gioca il futuro del porto di Ancona e la vivibilità dei quartieri attraversati dal traffico pesante, ci sono il collegamento tra il Porto e la grande viabilità e il potenziamento del trasporto ferroviario delle merci da e per il porto, con soluzioni intermodali che utilizzino a pieno l’interporto di Iesi.

La completa approvazione del Piano di Sviluppo del Porto, che garantisce l’accesso ai finanziamenti per realizzare le opere, ha una ragion d’essere nella necessità di restituire alla città il fronte mare.

La valorizzazione e il rimodellamento del fronte mare – Water Front, è uno degli obiettivi dell’amministrazione di centro sinistra.

Dall’Arco di Traiano alla Mole, dovrà essere uno spazio di tutti i cittadini, dove ri-scoprire che Ancona è davvero una città costiera.

Un obiettivo che può estendersi anche oltre il Mandracchio, con la valorizzazione dell’area di collegamento tra l’attuale porto turistico e la costa di Palombella-Torrette, ma soprattutto ripensando l’utilizzo del porto storico compreso tra la Mole e la Fincantieri che, se destinato esclusivamente alle navi crociera, agli aliscafi ed al diporto, faciliterebbe il contatto tra il turismo in transito e la città.

Per questo obiettivo occorre completare la nuova darsena e riorganizzare le banchine con più attracchi sul lato degli attuali silos, per trasferire là lo scalo dei traghetti. Contestualmente il Porto pescherecci dovrebbe lasciare la Mole per insediarsi accanto all’attuale porto turistico, più attrezzato e capace di soddisfare le esigenze di quella specifica attività produttiva, liberando così nuovi ormeggi per la pesca turistica e restituendo spazi al complesso monumentale della Mole.

L’ottica di “area vasta”

Oggi quasi tutte le scelte strategiche hanno una dimensione territoriale di “area vasta”.

Su questo concetto di ambito territoriale occorre quindi ripensare Ancona ed al suo ruolo di capoluogo della provincia e delle Marche.

La dimensione dell’ “area vasta” varia in relazione alle diverse problematiche, è duttile.

In tutte le scelte deve però prevalere il metodo del “decidere insieme” con le altre comunità, nel rispetto delle specificità e del ruolo di Ancona-capoluogo; un approccio che deve essere il modo quotidiano di rapportarsi con il territorio, soprattutto quello più prossimo.

Nelle sue diverse articolazioni l’ “area vasta” di Ancona finisce per comprendere sia il sistema urbano di Ancona-Falconara (Centri Storici, porto e linea di costa, città compatta, parchi urbani, collegamenti infrastrutturali, etc.) sia il nucleo di un sistema più complesso che parte dalla bassa Vallesina, comprende la dorsale di Agugliano e Polverigi ed arriva alla bassa Valmusone.

Le scelte di governo inerenti l’evoluzione dei sistemi insediativi, commerciali e del terziario avanzato vanno coordinate secondo un chiaro progetto condiviso; le trasformazioni delle aree produttive (funzioni, dimensioni, localizzazioni, accessibilità, etc), le strategie di risposta alla domanda abitativa nell’obiettivo del “non-consumo” di suolo, la gestione della mobilità interurbana, la continuità naturalistica, il potenziamento del sistema infrastrutturale, la gestione dei rifiuti e del ciclo delle acque vanno pianificati nel quadro di “area vasta”!

Ancona dovrà intensificare le modalità di relazione e di coordinamento con i diversi Enti che amministrano il comprensorio interessato, sia in senso “verticale”, cioè tra Provincia e Comuni e tra Comuni e Regione, sia in senso ”orizzontale” tra Comuni contermini. Va istituzionalizzata una Conferenza periodica con i sindaci dell’ Area.

Priorità deve essere data alla concertazione e alla “copianificazione urbanistica” tra i diversi livelli di governo, per semplificare procedimenti e tempi decisionali.

Vanno valorizzati, sotto tale profilo, i contenuti del Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia affinché ciascun soggetto istituzionale sviluppi le peculiarità del proprio “punto di vista” sulle problematiche territoriali e permetta agli altri di avvalersene.

Politica della Mobilità

Le forze del centro sinistra si pongono l’obiettivo di ridurre drasticamente il livello delle polveri sottili in città. A tal fine è necessario elaborare ed approvare il nuovo Piano generale del Traffico urbano ed il piano della mobilità-PUM. Fondamentale sarà il potenziamento del trasporto pubblico soprattutto nelle ore serali e nei giorni festivi, con un intervento specifico di collegamento del parcheggio dello stadio Del Conero con bus navetta e/o metropolitana di superficie.

La pedonalizzazione del centro dovrà essere arricchita da una politica di rilancio delle attività economiche e di un progetto generale rivolto all’accoglienza dei cittadini. É indispensabile rendere il centro della città più accogliente e attraente, non basta proporre soluzioni per la sosta, occorre un progetto di marketing urbano da far elaborare a professionisti, a partire dai progetti elaborati da alcuni architetti per conto della Confcommercio.

Si ritengono attuabili in breve tempo le seguenti strategie:

    • pieno utilizzo dei parcheggi coperti esistenti favorito da una cartellonistica stradale informativa che guidino e informino efficacemente gli automobilisti ;
    • Tariffe nelle zone a strisce blu, a prezzi ridotti, orientate alla sosta di breve periodo ( massimo due ore );

L’amministrazione di centro sinistra analizzerà attentamente l’evoluzione dei flussi dei veicoli e i dati di utilizzo del trasporto pubblico, conseguenti alla pedonalizzazione del centro.

Per quanto riguarda gli investimenti a medio periodo per la sosta si ricorda che sono prossimi alla realizzazione il parcheggio all’uscita della Galleria S. Martino e quello all’ex Umberto primo e quello di Piazza D’Armi.

Le forze politiche del centrosinistra, contestualmente alla attuazione del piano di sviluppo del porto, e in accordo con le autorità portuali competenti, intendono riconvertire il margine della banchina a ridosso di via XXIX Settembre per creare una passeggiata a mare che consenta anche di realizzare un parcheggio con le migliori soluzioni tecniche possibili.

Intendono inoltre realizzare sotto l’edificio che attualmente ospita il liceo Savoia, successivamente al trasferimento della scuola, un’autorimessa sotterranea dedicata prioritariamente e non in via esclusiva ai residenti del centro, per liberare posti auto nelle zone blu e renderli realmente fruibili per la sosta produttiva.

Nell’ambito del nuovo piano della mobilità, si dovrà valutare la possibilità di realizzare un flusso rotatorio all’uscita della galleria del Risorgimento, che renda più scorrevole il traffico in quella zona.

Il PUM dovrà studiare la migliore soluzione viaria all’uscita della galleria del Risorgimento.

Contro la Crisi Nuovo Welfare e Politiche Attive del Lavoro

Il paese è colpito da una pesante crisi economica che interessa e interesserà per il prossimo futuro tutti i settori produttivi ed economici e che avrà ripercussioni sui livelli occupazionali anche nel territorio e nella città di Ancona: aumentano a dismisura i lavoratori in cassa integrazione, che determina da subito la riduzione dei salari e degli stipendi e che per il futuro lascia presagire la perdita di molti posti di lavoro, stante la difficoltà per tante aziende a riprendere la propria attività.

La disoccupazione è già una triste realtà per tanti lavoratori precari, dipendenti e “autonomi”, assunti con contratti a tempo determinato, a progetto, di somministrazione, di collaborazione; cioè quei lavoratori, soprattutto giovani, che non vedono rinnovati i rapporti di lavoro alla scadenza naturale, e si trovano senza alcuna tutela economica.

In questo quadro pesante che richiede l’intervento prima di tutto dello Stato, anche l’Amministrazione Comunale, nell’ambito delle proprie competenze, può intervenire in diversi modi per contenere gli effetti negativi della crisi sulla vita delle persone e per favorire la ripresa. In particolare riteniamo necessario:

Istituire un fondo di garanzia che consenta, per quanti rimangono temporaneamente senza lavoro e/o in difficoltà di reddito, il rinvio del pagamento degli affitti e delle bollette.

Favorire e sostenere la formazione di gruppi di acquisto solidale per avere beni di prima necessità a più basso costo.

Prevedere esenzioni e tariffe agevolate di accesso ai servizi sociali, anche a domanda individuale, sulla base della dichiarazione ISEE rimodulata tenendo conto delle situazioni di disoccupazione, mobilità e cassa integrazione.

Promuovere un intervento straordinario di cura, recupero, manutenzione e valorizzazione del verde pubblico, dei beni e spazi culturali, in cui impegnare attraverso cooperative sociali di tipo B e A lavoratori disoccupati e in difficoltà.

Varare un piano casa per lavoratori e giovani coppie a basso reddito, rispettoso del decoro e dell’ambiente (alternativo al condono preventivo berlusconiano per l’ampliamento delle villette); rilanciare per tale via l’attività edilizia con l’obiettivo di riqualificare e recuperare il patrimonio immobiliare comunale, rendere decorose le abitazioni per l’emergenza sociale (es. via Marchetti), consentire al Comune di lasciare gli uffici in affitto realizzando subito economie reimpiegabili, avere nuove abitazioni di edilizia sociale e popolare per i residenti privi di abitazione propria, contrastare e abbattere gli affitti speculativi.

Realizzare interventi in grado di sostenere e rilanciare le attività economiche e produttive, a cominciare dal porto; favorire attività produttive ed economiche che creino nuova occupazione.

Politica a favore delle attività economiche e dell’occupazione

Proponiamo il sostengo e la creazione dei “Centri commerciali naturali”, già previsti dalla recente normativa regionale nel Testo Unico per il Commercio.

Il Comune di Ancona dovrà confrontarsi con la Regione Marche per valorizzare le varie aree commerciali formate dalle piccole attività, considerandole come “centri commerciali” a tutti gli effetti.

L’Amministrazione comunale dovrà intercettare i fondi stanziati dalla Regione Marche mirati prima di tutto alle piccole e medie imprese commerciali ed anche a quelle artigiane.

Con questi fondi si potranno abbattere le barriere architettoniche, sostenere chi investe in ristrutturazioni semplici, in impiantistica, in Tecnologia dell'Informazione e della Comunicazione e nuove tecnologie, in sicurezza e risparmio energetico.

In questo modo la vocazione all’imprenditorialità migliore può essere valorizzata.

Sarà messa in campo una task force per intercettare fondi europei utilizzabile nell’ambito della politica comunale di sviluppo ed incentivazione viaria/metropolitana.

Le forze del centro sinistra considerano fondamentale il coinvolgimento delle associazioni di categoria nella scelte riguardanti la città, ad iniziare da come utilizzare incentivi e aiuti per fronteggiare la crisi economica.

Le vie del centro ben arredate invitano i cittadini a vivere la città, andranno incentivate le imprese che investiranno nella zona di piazza Pertini, altra area da valorizzare con iniziative che la riempiano di gente.

Valorizzare il centro storico e riqualificare i quartieri dovrà essere impegno primario dell’Amministrazione comunale, coinvolgendo i cittadini, le forze economiche e sociali, le scuole, le associazioni, le Circoscrizioni, nell’elaborazione di idee e proposte.

In questo contesto le forze della coalizione intendono rivedere la monofunzionalità che attualmente caratterizza il Mercato delle Erbe, puntando ad un utilizzo polivalente che renda la struttura fruibile dalla cittadinanza per l’intero arco della giornata fino a dopocena (es. Antibes, Francia, dove nel mercato coperto la mattina si esplica la funzione di mercato ortofrutticolo, mentre il pomeriggio e la sera si aprono bar, locali pubblici, spazi culturali e punti di ritrovo per i giovani).

Idee guida per una politica dell’accoglienza:

    • Valorizzazione delle bellezze storiche, architettoniche e naturali;
    • Arredo, cura, pulizia, manutenzione, decoro urbano;
    • Controllo del territorio, prevenzione e repressione degli atti di vandalismo;
    • Promozione del turismo culturale, naturalistico, gastronomico.
    • Iniziative per informare i croceristi delle bellezze storiche del centro e delle opportunità commerciali
    • Organizzare eventi e manifestazioni e mostre specializzate di elevato livello culturale che attirino i cittadini a passeggiare per il centro.
    • Organizzare iniziative diffuse e programmate di carattere culturale, sportivo, ricreativo, sia in centro che nei quartieri periferici.

Politica a favore dell’occupazione:

la coalizione di centrosinistra si impegnerà lungo le seguenti linee guida per una politica a favore dell’occupazione:

    • sostegno economico alle imprese nelle modalità che insieme alle associazioni di categoria saranno ritenute più efficaci;
    • formazione professionale coordinata con la provincia di Ancona che punti all’innovazione delle imprese ed alla loro riconversione in attività produttive;
    • Investimento nel turismo inteso come incentivazione all’incremento delle attività turistiche e di servizi in prevalenza a favore dei giovani, attraverso iniziative formative coordinate;
    • Favorire la riconversione delle persone che hanno perso il posto di lavoro, intervenendo nella formazione in collaborazione con la provincia.

In particolare le forze del centrosinistra si impegnano a:

- ad agire, anche in raccordo con altri livelli istituzionali, per innovare e rafforzare il sistema formativo, con particolare attenzione alla formazione permanente dando priorità alle piccole e medie imprese, poiché una delle soluzioni alla crisi passa per la trasformazione del nostro sistema di welfare locale in un sistema di welfare attivo, capace di qualificare la forza lavoro e dotarla di capacità formative e occupazionali adeguate a sostenere anche i momenti più difficili di crisi economica;

- ad agire, d’intesa con Provincia e Regione, nei confronti del Governo affinché venga catalizzata l’attenzione anche sulle realtà più “piccole” come quella che caratterizza il nostro territorio comunale, agendo in modo che si possano spostare risorse sui redditi più bassi e supportare con adeguate misure le lavoratrici ed i lavoratori precari e le micro-imprese che oggi non usufruiscono di alcun ammortizzatore sociale;

- a costituire – nell’intento di individuare un percorso di intervento efficace e facendo ricorso al senso di responsabilità ed allo spirito di collaborazione - una TASK-FORCE che possa:

interagire costantemente e mantenere un aggiornamento in tempo reale con gli Enti Pubblici Locali e Centrali, le Associazioni, ecc ;

essere propositiva con idee, progetti, realizzazioni innovative e interventi articolati, coordinati e sinergici;

a predisporre un “URP specialistico” con le funzioni di informazione specializzata e consulenza, nonché con l’obiettivo di velocizzare le procedure amministrative per la creazione di nuove imprese, per gli ampliamenti di imprese esistenti che favoriscano il mantenimento e la creazione di nuove occupazioni.

Larga Banda a costi contenuti e per tutti

Internet è oggi uno strumento essenziale per le imprese, le istituzioni, i professionisti, gli studenti, in sostanza per tutti i cittadini. La possibilità di avere il collegamento a banda larga in tutta la città a costi contenuti, è un fattore fondamentale per lo sviluppo.

La coalizione di centro sinistra si impegna a trovare soluzioni per accessi flat ad Internet a larga banda a costi bassi in tutte le zone della città.

Nelle zone non coperte, si procederà con ampliamenti delle reti in fibra ottica e delle reti wireless esistenti.

AMBIENTE COME RISORSA E FONTE DI OCCUPAZIONE

Premessa Le politiche ambientali debbono avere la possibilità economica e strutturale di essere portate avanti all’interno della struttura amministrava del comune di Ancona, necessitano di una struttura e di una dotazione organica non numerosa ma di adeguata preparazione. Le politiche ambientali agiscono ed interferiscono con vari settori dell’amministrazione stessa. e non vanno portate avanti solo attraverso la sensibilizzazione ma debbono anche poter programmare e pianificare interventi concreti interagendo con gli altri settori del Comune e fornendo gli strumenti per una gestione “sostenibile” della città.

Il Risparmio Energetico e l’utilizzo di Fonti Rinnovabili

Il Piano Energetico Comunale - PEAC recentemente adottato dal comune di Ancona, prevede una serie di interventi di risparmio energetico.

L’amministrazione dovrà utilizzare finanziamenti previsti dalla Regione Marche e investire fondi propri per realizzare una serie di interventi di risparmio energetico che debbono essere adottati dal 2009 al 2011.

Le forze politiche di centrosinistra, vogliono incentivare l’utilizzo di impianti di trasformazione energetica da fonti rinnovabili lanciando il programma dei “1000 tetti fotovoltaici per Ancona” per avviare una decisa conversione energetica della città che faccia perno sull’utilizzo di fonti rinnovabili.

La minor emissione in atmosfera di CO2 evitando l'uso di combustibili fossili è in primo luogo una necessità ambientale, inoltre l’utilizzo di energie alternative porta ad un vantaggio legato all’innegabile risparmio in termini economici, e ad un vantaggio legato al nuovo settore imprenditoriale che sta prendendo sempre più campo e che produce lavoro, ci sono molte aziende in territorio comunale provinciale e regionale che stanno riconvertendo la propria attività investendo in tecnologie di risparmio energetico.

L'amministrazione comunale deve perciò investire prevedendo in sede di redazione del proprio bilancio fondi che possano essere utilizzati in tal senso.

Le cose da fare ad Ancona:

-dotare i plessi scolastici cittadini (scuole elementari) di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, e di pannelli solari per la produzione di calore-coinvolgimento di gestori di strutture comunali (impianti sportivi, circoli ecc.) per la realizzazione di impianti di risparmio energetico nelle strutture gestite, all’investimento del gestore il Comune partecipa garantendo la una gestione della struttura almeno per il recupero dell’investimento fatto. -Fondi di bilancio comunale da impegnare per strutturare un bando per finanziamenti (ancorchè di importo medio, tenendo conto che si può comunque contare su un contributo ministeriale ) verso i cittadini che vogliano investire sul risparmio energetico per le proprie abitazioni, un modo per sensibilizzare, spingere in questa direzione e diminuire l’inquinamento atmosferico.

-Coinvolgimento delle Aziende Partecipate verso investimenti di risparmio energetico nel settore di riferimento (pubblica illuminazione, autobus a metano e filobus) impegno finanziario del Comune per contribuire con propri fondi.

GESTIONE E ACCRESCIMENTO DEL PATRIMONIO VERDE

Il patrimonio verde cittadino fruibile, parchi di quartiere e aree verdi attrezzate è consistente manca una giusta manutenzione di tali aree che né permetta una fruibilità piacevole ed un mantenimento nel tempo. Gli sfalci e le potature sono importanti per i cittadini che frequentano tali spazi e nel contempo garantiscono la “buona salute” delle specie arboree e degli arbusti, infine gli alberi sono comunque importanti per l’assorbimento di anidride carbonica e conseguentemente per il miglioramento della qualità dell’aria. Il “patrimonio verde” ha funzione ornamentale, ma è anche importante per la salute, l’impegno della Amministrazione Comunale deve essere quello di garantire i finanziamenti necessari alla manutenzione del verde ed alla piantumazione in zone particolarmente sofferenti perché molto edificate e soggette a pressioni forti di traffico veicolare, un esempio per tutti l’”antico” progetto del Bosco Urbano a Valle Miano.

I “grandi parchi” cittadini ovvero Cittadella, Cardeto, Posatora e Pietralacroce costituiscono un patrimonio ambientale inestimabile, in quanto rappresentano le prime propaggini di flora mediterranea che culmina poi con il Monte Conero, a questi si aggiunge andando Nord la cosiddetta zona Frana altro polmone verde di grande valore che va tutelato ed implementato.

In particolare il Comune deve operare per la tutela e la valorizzazione della straordinaria risorsa ambientale costituita dal Parco del Conero, in collaborazione con la Provincia e la Regione, contrastando progetti, come quello dello studentato, che mettono in discussione il Parco e le sue finalità.

La tutela e la valorizzazione del patrimonio naturalistico e ambientale si realizza incentivando la conoscenza e la frequentazione da parte dei cittadini. Occorre promuovere e sostenere le attività di educazione ambientale portate avanti dalle scuole e dalle associazioni ambientaliste e giovanili.

Merita particolare attenzione la salvaguardia della costa compresa nella perimetrazione del Parco del Conero, dando attuazione al Piano particolareggiato di Portonovo; va garantita una adeguata manutenzione dei sentieri di Mezzavalle e vanno adeguati i servizi minimi alla spiaggia (servizi igienici e docce, non stabilimenti), va riqualificato e allargato il parcheggio a monte di Portonovo realizzando il collegamento pedonale con il sentiero di Mezzavalle e potenziato il trasporto pubblico per diminuire la presenza di veicoli nella baia.

RIFIUTI- ACQUA

Rifiuti La raccolta differenziata intrapresa ad Ancona attraverso la metodologia del porta a porta è un’altra delle scelte fatte che ha avuto successo e dovrà essere attuata in tutto il territorio cittadino.

Una raccolta differenziata di buon livello permette all’Azienda di spendere meno, minori quantitativi di rifiuti che vanno in discarica comportano minori costi sia di smaltimento che di trasporto. I vantaggi ambientali della raccolta differenziata sono molteplici, dall’abitudine al recupero, al riuso e al minor spreco e alla possibilità di creare meno discariche e meno impianti di trattamento che comunque creano inevitabilmente fastidio per i cittadini e rischio di inquinamento del suolo e dell’aria.

Stando con i piedi per terra e ragionando in modo concreto l’opzione rifiuti zero è raggiungibile solo se lo stile di vita cambia completamente, i prodotti durano di più e gli imballi vengono diminuiti in modo drastico. Va sottolineato però che tutto ciò non dipende da una singola amministrazione locale, bensì da una impostazione nazionale e sovranazionale del mercato che va cambiata e riportata in un ambito di sobrietà, è un obiettivo politico del prossimo futuro che passa attraverso un impegno ben preciso di educazione e sensibilizzazione, dovendo agire nel proprio territorio e subito l’unico modo per affrontare correttamente la gestione dei rifiuti non è farli sparire con metodi più o meno avveniristici ma ridurli, riciclarli e riusarli.

L’attuazione del piano provinciale dei rifiuti, richiede un forte impegno verso l’unificazione dei bacini, così come previsto dalla legge finanziaria 2007 e dalla legge regionale in fase di approvazione.

Gli enti locali dovranno sempre di più impegnarsi nell’incremento della raccolta differenziata e nella realizzazione degli impianti di trattamento e selezione dei rifiuti a livello di bacino e la realizzazione di una discarica a livello provinciale.

La risorsa acqua

E’ un tema di grande importanza sociale, tutti hanno diritto ad acqua potabile, ma anche dell’acqua, come di altre risorse naturali si è fatto un uso sconsiderato, se a ciò si aggiungono i cambiamenti climatici e l’inquinamento si capisce che oggi non possiamo più sprecarla.

La “nostra Gorgo Vivo” è di ottima qualità, non possiamo continuare ad utilizzarla per usi artigianali, industriali e di pulizia e decoro urbano. Va realizzato il doppio acquedotto, il cosiddetto “acquedotto industriale” al più presto, vanno recuperate le acque piovane che si accumulano nel sottosuolo di Ancona, un esempio è noto a tutti che sotto Piazza Cavour c’è acqua che deve essere recuperata quantomeno per bagnare le aiuole pubbliche o pulire gli spazi pubblici; nel progetto della nuova piazza Cavour si deve prevedere ghiaia e non pavimentazione allo scopo di captare l’acqua sottostante.

Per risparmiare acqua si potrebbe riutilizzare quella delle piscine, con vasche di decantazione e recupero, per innaffiare i giardini.

Politiche sociali

L'offerta dei servizi sociali del Comune di Ancona si è qualificata sempre più dagli anni Novanta con le amministrazioni di centrosinistra, ma la velocità dei cambiamenti socioeconomici e degli stili di vita richiede un'ulteriore riflessione ed una riarticolazione delle opportunità per incrociare nuove domande e diversi bisogni. Tanto più in considerazione del fatto che la diminuzione dei trasferimenti ai Comuni da parte del Governo richiede uno sforzo ulteriore di coordinamento, in primo luogo tra assessorati e poi con tutti i soggetti che operano nel settore.

A tal fine, fondamentale risulta la definizione e la quantificazione dei bisogni, definibile come domanda di salute, attraverso una nuova metodologia che, coniugando bisogni con richieste, risponda alla necessità di rendere possibile la programmazione dei servizi in funzione delle esigenze della popolazione.

Le politiche sociali del Comune dovranno tener conto delle modifiche costanti che si verificano nel campo della demografia e della epidemiologia. In particolare nel prossimo decennio si assisterà ad un aumento generalizzato ma contenuto dell’intera popolazione, un aumento della popolazione anziana con un incremento considerevole soprattutto degli anziani ultra85enni e tra questi dei gravemente e totalmente non auto-sufficienti. Le demenze, in particolare la malattia di Alzheimer, saranno la condizione patologica a più alto impatto sociale, per incidenza, durata, costi e necessità socio-assistenziali, specialmente negli anziani. Sempre più numerose saranno le famiglie monoparentali. Costantemente in crescita saranno gli stranieri residenti, in prevalenza extracomunitari.

Scenario e criticità

Nel campo della sanità le sfide del futuro sono la sostenibilità (efficacia e risorse), la cronicità, la qualità.

Per quanto riguarda il primo punto, occorre puntualizzare come la maggior parte dei determinanti della salute non sono sanitari ed una politica corretta dovrebbe occuparsi di questi aspetti. In particolare vanno ricordati come determinanti principali il reddito, gli stili di vita, il livello di istruzione e l’ambiente. Una seconda linea per favorire la sostenibilità è l’appropriatezza. Oggi, si registra una eccessiva ed inutile sanitarizzazione delle persone. 30.000 accessi di pronto soccorso pediatrico ad esempio sono un segnale di non utilizzo/funzionamento della pediatria di base. La terza linea della sostenibilità è la scelta delle priorità, da definire in base alle evidenze scientifiche, garantendo equità ed uguaglianza.

La cronicità oggi rappresenta il paradigma della patologia prevalente e lo sarà ancor di più nel futuro. Il modello organizzativo attuale è però costruito sul paradigma dell’acuzie. Bisogna avere una maggior distribuzione di risorse e supporto diffusi sul territorio. I bisogni frequenti ed elementari devono essere portati vicino alla popolazione (punti prelievo, ambulatori ed esami più frequenti).

Vanno inoltre previsti potenziali moduli alternativi all’ospedale (hospice, RSA, moduli di “sollievo”, assistenza domiciliare o infermiere di quartiere, ecc.).

Naturalmente un buon servizio sociale riduce l’esigenza di ricorrere alla sanità e la relativa spesa. Questo è particolarmente vero nei cfr degli anziani, dove la socializzazione, il fatto di non sentirsi soli, di sentirsi apprezzati ed utili, è la migliore medicina, mentre la solitudine spinge ad esaltare ed aggravare tutti gli acciacchi e a ricorrere alle medicine anche quando se ne potrebbe fare a meno.

Reti di circoli socio-ricreativi, iniziative culturali specifiche, occasioni di aggregazione permanente.

    1. un nuovo modello strategico di servizi agli ultrasessantacinquenni, visto il progressivo invecchiamento della popolazione e i conseguenti costi, insostenibili per le famiglie, nonostante i tagli previsti in finanziaria in tutto il comparto del welfare;
    2. una nuova politica di integrazione degli stranieri, che combatta il pregiudizio e il razzismo che sta emergendo in Italia in maniera preoccupante, attraverso interventi culturali ed educativi; un’attenta politica abitativa, che elimini i ghetti che si sono formati o si stanno formando; un osservatorio delle politiche lavorative e sanitarie; nuovi strumenti di partecipazione degli extracomunitari;
    3. una riorganizzazione del welfare, che guardi alle nuove emergenze e utilizzi un modello sussidiario e a rete, al fine di alleviare le conseguenze sociali prodotte dalla diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie e dall’aumento, anche nelle Marche e nella città di Ancona, della povertà relativa.

Impegni programmatici

In considerazione della grave situazione in cui si troverà il Comune per i tagli previsti in Finanziaria al fondo sociale, sanitario e alla scuola, le proposte avanzate di seguito richiederanno da parte dell’Amministrazione una revisione del sistema di distribuzione delle risorse sulla base di una nuova e puntuale verifica dei bisogni essenziali della comunità, da attuarsi con nuovi strumenti di rilevazione della domanda sociale e stabilendo un ordine di priorità degli interventi. Fondamentale a tal fine sarà la collaborazione tra assessorati.

Le politiche per le famiglie devono diventare ancor più centrali con attenzione verso l'impoverimento dei ceti medi, il cambiamento dei valori di riferimento per i giovanissimi, l'educazione ai sentimenti e ad una corretta sessualità.

Nel territorio deve tornare ad essere centrale il consultorio familiare, non solo per le donne e le famiglie ma anche per i giovani che debbono costruire un rapporto più sano con la sessualità attraverso una forte e corretta informazione e una giusta educazione alla prevenzione finalizzate anche alla costruzione del ruolo genitoriale.

Per le funzioni dette oltre che per quelle assegnate dalla legge 194 sulla interruzione della gravidanza e maternità consapevole, è necessario che vengano potenziate le attuali risorse umane e strumentali.

L’amministrazione comunale si impegna ad avviare con la zona territoriale 7 della ASUR marche un confronto per la verifica dei problemi e per la loro possibile soluzione.

Le famiglie vanno seguite in tutte le fasi, in particolare nei momenti delle separazioni, divenute troppo precoci, con accordi tra Comune, Consultorio, Ordine degli avvocati e Tribunale, sia per il sostegno psicoeducativo che legale. La rete dei servizi all'infanzia, essenziale per bambini e genitori, va allargata, non solo terminando le strutture in costruzione, ma riprogrammando servizi complementari al nido, con un’adeguata flessibilità, consona ai ritmi della vita moderna ma attenta alle esigenze dei bambini.

Vanno estesi i diritti alle coppie di fatto creando un apposito “pacchetto di agevolazioni” per rendere operativo il Registro approvato.

Va valorizzato l’anziano in tutti i settori, a garanzia di una terza età sana ed utile alla Comunità. Fondamentale, quindi, dovrà essere l'attenzione alle politiche per gli anziani, visto il rapido invecchiamento della popolazione, già indicato nelle priorità. Anche in questo caso, giudicati positivamente i servizi avviati, vanno ampliati gli interventi e reperite risorse aggiuntive, con il coinvolgimento di fondazioni, terzo settore e volontariato, per allargare l'offerta alle famiglie dei non autosufficienti. Sarà a tale proposito indispensabile la prosecuzione del Progetto Alzheimer avviato nel 2007.

L’Amministrazione Comunale dovrà inoltre impegnarsi, con gli altri Enti responsabili, attraverso accordi rinnovati e rivitalizzanti, nelle politiche di inserimento lavorativo dei disabili lievi, perché siano effettivamente efficaci e duraturi per i soggetti in questione. Dovrà essere ripreso il progetto "Dopo di noi" per i disabili, abbandonato dal Governo e relativo alla loro assistenza e residenzialità dopo la morte dei genitori o tutori.

Per quanto riguarda il tema del disagio psichico, appare opportuno un più forte rapporto con la filiera degli enti locali e quei settori del volontariato che svolgono azione di supplenza nel campo della psicoterapia, al fine di incoraggiare ed estendere le forme di assistenza maggiormente in grado di fornire risultati positivi a quanti attraversano stati di disagio. Nel settore delle tossicodipendenze va portata a soluzione la problematica della collocazione del SerT attraverso il coinvolgimento degli operatori, dei territori e delle istituzioni locali interessate, tenendo conto che al fine di garantire la funzione del servizio, la sua sede non può che essere territoriale e distrettuale, quindi extraospedaliera.

Attenzione particolare va posta sulla problematica dei minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo politico, sviluppando azioni in stretto raccordo da un lato con la Questura, la Prefettura e il Tribunale, dall’altro con la Regione Marche per i finanziamenti specifici regionali atti a sostenere l’onere delle rette delle comunità presso le quali sono inseriti i minori.

Una particolare attenzione dovrà essere posta nella fase di attuazione del Piano sociale 2008-2010 recentemente approvato dal Consiglio regionale delle Marche, come pure vanno costruite in modo nuovo e con un migliore coordinamento nell’Ambito sociale le richieste e le domande relative a tutti gli aspetti del welfare, perché la Regione provveda, nel successivo Piano, a sperimentare nuovi servizi, in base alle nuove esigenze, razionalizzando risorse e interventi.

La Sanità

Le forze politiche del centrosinistra apprezzano la volontà della Regione Marche di sostenere la realizzazione dell’Agenzia Nazionale per l’invecchiamento - INRCA anche attraverso la realizzazione di un nuovo ospedale moderno e ad alta tecnologia per far fronte alle necessità assistenziali della città di Ancona, dei comuni vicini e della ricerca nel settore della geriatria.

Condividono la scelta regionale di collocare la nuova struttura ospedaliera nel territorio del comune di Camerano al confine con Ancona al fine di meglio svolgere le nuove funzioni assistenziali che, oltre a quelle di ospedale geriatrico, dovrà anche assommare le funzioni di ospedale di rete per i comuni a sud di Ancona;

È indispensabile un miglioramento assistenziale dei servizi dell’ASUR/Zona territoriale n. 7 per esercitare una vera attività prevenzione e cura, che svolga anche funzione di filtro nei confronti dei presidi ospedalieri.

In particolare vanno affrontate le seguenti problematiche più rilevanti:

    • le liste d’attesa per gli esami diagnostici;
    • le carenze di organico dei servizi di diagnosi e cura di disturbi e patologie in capo all’UMEE che, trattandosi di soggetti in età evolutiva, richiedono interventi tempestivi ed adeguati;

Dovrà essere rafforzato il ruolo assistenziale dei diversi presidi ospedalieri, sia locale che regionale, garantendo la loro autonomia e peculiare indipendenza istituzionale, ma sviluppando in un sistema a rete la loro reciproca integrazione.

Ritengono che l’INRCA, nell’ipotesi del trasferimento dell’ospedale, dovrà mantenere nella attuale sede una serie di servizi sanitari che possano così continuare a rappresentare un punto di riferimento importante per gli anziani. In particolare dovranno essere previsti servizi ambulatoriali specialistici propri delle particolarità assistenziali dell’INRCA, come il punto di primo intervento da adattare alle future condizioni,e un’area per cure in regime residenziali e semiresidenziale, in particolare per la patologia attualmente più diffusa negli anziani, la malattia di Alzheimer.

Per quel che riguarda l’Azienda “Ospedali Riuniti” occorre uscire dall’ambiguità per cui viene considerata come il punto di riferimento regionale per le alte specialità, senza che ci sia una coerente e pari attenzione nella assegnazione delle risorse per svolgere questa funzione. Ciò comporta da un lato lavorare sul versante dell’accoglienza e dei servizi logistici, dall’altra lavorare sulla qualità dei settori selezionati preservandoli dal concentrare sulla struttura anche la risposta ai bisogni di base e diffusi che possono essere svolti da altri presidi vicini. Deve inoltre essere completato il processo di qualificazione della rete ospedaliera anconetana con la realizzazione della nuova sede del presidio materno-infantile “Salesi” nell’area ospedaliera di Torrette, in un edificio autonomo, per preservare la specificità dell’ospedale in relazione alle necessità dei bambini.

L’Amministrazione dovrà sollecitare l’ASUR ad avviare la progettazione e la ristrutturazione dei padiglioni 1 e 2 dell’ex Umberto I°, ora che gli edifici sono di sua proprietà, al fine di trasferirvi il poliambulatorio, il centro ambulatoriale cardiologico, la Residenza protetta per anziani “Villa Almagià” e di realizzare la nuova residenza sanitaria assistenziale (RSA) per anziani non autosufficienti;

É opportuno che Regione Marche e Comune di Ancona, provvedano agli aggiustamenti necessari dei protocolli di intesa già stipulati corredandoli altresì con un cronopramma che permetta di comprendere appieno i tempi di realizzazione delle varie opere ricomprese all’interno dei protocolli e di monitorarne le fasi di realizzazione;

In tale ambito la regione Marche e l’azienda ospedaliera “Ospedali riuniti” di Ancona dovranno essere sollecitati:

- ad adeguare gli spazi per i parcheggi interni all’area ospedaliera che oggi sono insufficienti a soddisfare la richiesta e tanto più lo saranno domani con il trasferimento del presidio ospedaliero “Salesi”. In particolare occorre realizzare il parcheggio previsto fra via Metauro e via Conca e prevedere spazi adeguati aggiuntivi per i parcheggi a servizio del presidio ospedaliero “Salesi”;

- a sostenere il potenziamento del trasporto pubblico da e per l’ospedale di Torrette in modo da migliorare l’accessibilità dell’ospedale ed alleggerire la pressione veicolare sull’area;

Politiche educative e scolastiche

La Coalizione di centro-sinistra mette al centro della propria azione un investimento sul futuro, proponendo nuove misure a sostegno dell’educazione, della salute, della tutela e della promozione di un nuovo welfare per i bambini, gli adolescenti, le famiglie.

Innanzitutto si opererà per continuare tempestivamente l’azione di verifica e messa in sicurezza degli edifici scolastici, già avviata dalla precedente amministrazione.

Intende operare per promuovere il senso civico e la responsabilità, per costruire comunità sempre più avanzate, coese e solidali.

Con l’auspicio che a livello nazionale sia cancellata la riforma Tremonti- Gelmini basata sui tagli e l’impoverimento della scuola pubblica, il Comune deve collaborare con la Provincia e con la Regione per una riorganizzazione e qualificazione del sistema scolastico, sia a livello normativo sia nella predisposizione delle risorse necessarie, sulla base delle nuove competenze regionali.

La Coalizione di centrosinistra ritiene che la nostra città debba continuare ad impegnarsi per garantire alle bambine e ai bambini, ai ragazzi e alle ragazze, senza discriminazione di sesso, religione, nazionalità ed etnia, il diritto a fruire dei servizi socio-educativi per l’infanzia e dei servizi di istruzione e formazione, con particolare attenzione agli interventi aventi come destinatari i bambini e i ragazzi con diversabilità o in situazioni di svantaggio sociale, con l’obiettivo di costruire un coerente Sistema Educativo cittadino, in connessione con le politiche sociali e le politiche attive del lavoro.

Va superata la frammentazione delle competenze che riguardano l’infanzia e l’adolescenza, ora attribuite a diversi assessorati, e va creata un’unica delega alle politiche educative e alla promozione della cittadinanza attiva dei bambini e degli adolescenti, con un ufficio “infanzia” potenziato nella dotazione organica e nelle competenze.

Il Comune promuove politiche integrate che abbiano al centro i diritti dei minori, attraverso:

-la collaborazione fra gli assessorati e i servizi comunali;

-la collaborazione con le Circoscrizioni, attraverso il decentramento degli interventi all’istituzione più vicina ai cittadini e alle istituzioni educative;

- il coordinamento tra istituzioni che operano nel territorio (scuole, USL, Università).

L’Amministrazione deve assumere un parametro bambino per la programmazione del welfare comunale che contenga i seguenti elementi:

SCUOLA ED EXTRASCUOLA

    - Programmazione, riqualificazione, manutenzione e messa in sicurezza delle strutture scolastiche
    - monitoraggio e analisi dei bisogni formativi, a cui rispondere con un’adeguata ed equa offerta di servizi rivolti ai minori e alle famiglie su tutto il territorio comunale.
    - coinvolgimento delle istituzioni, del volontariato e dell’associazionismo impegnati in ambito educativo

Vanno così salvaguardate e qualificate nelle scuole dell’infanzia e del ciclo primario le tipologie che supportano le famiglie:

    - il tempo pieno
    - il tempo prolungato
    - i servizi dell’extrascuola (Centri estivi, sportivi, centri socio-ricreativi, spazi-gioco) gestiti anche in collaborazione con associazioni o soggetti del terzo settore.

Va mantenuto e migliorato il sistema organizzativo della ristorazione e del trasporto scolastico:

    - utilizzo di prodotti freschi anche mediante accordi con i produttori locali
    - contenimento dei costi della mensa per le famiglie, anche attraverso una revisione dei capitolati e una politica della spesa più attenta
    - revisione parametri Isee alle tariffe, in particolare per coloro che perdono il lavoro
    - coinvolgimento delle famiglie nell’educazione alimentare;
    - possibilità di ampio utilizzo del trasporto scolastico per uscite didattiche.

La scuola infine, oltre a riacquistare un ruolo forte nelle politiche pubbliche rivolte all’educazione e all’ istruzione, deve essere considerata a pieno titolo “soggetto culturale”, da coinvolgere nella programmazione culturale della città non solo come potenziale fruitore, ma anche come produttore di cultura.

In questo senso è fondamentale mantenere un secondo teatro cittadino e garantire la fruizione delle strutture culturali alle scuole a titolo gratuito.

SERVIZI ALLA PRIMA INFANZIA

Vanno potenziati gli asili nido e le “sezioni primavera”, rispettati i “tempi” dell’educazione e del percorso evolutivo della prima infanzia, per evitare le forzature legate ai cosiddetti “anticipi” previsti dalla riforma Gelmini, attraverso una organizzazione dei servizi e un’offerta accettabile economicamente per le famiglie, sollecitando la Regione e lo Stato ad una politica di programmazione e sostegno finanziario.

POLITICA PER LE FAMIGLIE

I genitori debbono essere coinvolti nei progetti dell’Amministrazione, informati, aiutati nella loro funzione genitoriale.

Va garantito il benessere e il percorso scolastico di tutti i bambini e futuri cittadini e cittadine inseriti nella comunità, pertanto bisogna intervenire e rendere positive, prima di tutto, le relazioni adulto-bambino, educare ai sentimenti, all’autostima, al rispetto del diverso, per prevenire il disagio, la dispersione, i fenomeni di “bullismo”, il razzismo e l’omofobia, che si evidenziano in età sempre più precoce.

ACCOGLIENZA E INTEGRAZIONE

Va sostenuto e meglio coordinato il modello positivo di inserimento e accoglienza già costruito dall’Amministrazione e dalle scuole mediante:

    - il sostegno educativo ai bambini e ai ragazzi diversamente abili
    - interventi per la prevenzione e il trattamento del disagio scolastico e giovanile
    - il supporto linguistico per i ragazzi stranieri
    - sostegno alle scuole con elevata presenza di alunni immigrati

CITTA’ A MISURA DEI BAMBINI

il Comune deve ridisegnare la città tenendo conto dei diritti dei bambini, che sono cittadini a pieno titolo oggi e non domani, secondo la Convenzione dell’Onu del 1989, e debbono poter esprimere il proprio pensiero sulle scelte, sugli investimenti e sulla qualità degli insediamenti dove vivono, giocano, studiano. La città sostenibile ed educativa: non solo parole ma scelte concrete, in cui i bambini possano riappropriarsi degli spazi per giocare, compiere da soli i percorsi tra casa, scuola e i vari luoghi di aggregazione, possano respirare una nuova aria di libertà e solidarietà. I bambini presenti sulle strade e nei luoghi pubblici della città fanno sicure le strade e le città: costringono il traffico alla moderazione, ricostruiscono intorno a sé quella preoccupazione e solidarietà sociale di cui hanno tanto bisogno le nostre città. La vera sicurezza urbana la si può raggiungere con l’occupazione degli spazi e con la partecipazione dei cittadini, a partire dai più piccoli, e non solo attraverso la difesa (polizia, persone armate, videocamere ecc.).

Il punto di vista dei bambini deve essere ascoltato e assunto:

    - nelle scelte urbanistiche: riqualificazione dei quartieri, integrazione sociale, diffusione dei luoghi dedicati al gioco, allo sport e al tempo libero
    - nella progettazione dei servizi, dei parchi, delle piazze, percorsi per andare a scuola
    - sulla mobilità, privilegiando il trasporto pubblico, la diffusione delle aree pedonali e dei percorsi protetti per i bambini
    - qualità e accessibilità degli spazi pubblici
    - qualità edilizia.
    -

una città a misura di bambine e bambini è una città a misura di tutti

La sicurezza dei cittadini

La condizione di sicurezza e la sua percezione è direttamente connessa alle modalità con cui le istituzioni riescono ad offrire più sicurezza e più rassicurazione a tutti i cittadini, anche tramite un’elevata qualità della vita quotidiana che rende il cittadino partecipe, attivo e propositivo;

Il ruolo della prevenzione di atti criminosi è compito innanzitutto della capacità del territorio e dell’Amministrazione nel lavorare per promuovere una piena sicurezza e integrazione sociale tra tutti i cittadini di diversa etnia, età, genere e classe sociale, che costituiscono la comunità di riferimento del nostro territorio, anche tramite creazione di ambienti urbani, fisici e sociali che disincentivino comportamenti devianti e incivili.

Per favorire la formazione e lo sviluppo del senso civico tra la popolazione, risulta centrale valorizzare il ruolo educativo della famiglia, della scuola e delle istituzioni, per contrastare le cause profonde dei comportamenti incivili, violenti e devianti, anche favorendo le attività di associazioni e lo sviluppo delle politiche giovanili, che consentono la crescita culturale e sociale dei più giovani.

L’ordine pubblico va garantito dalle forze dell’ordine che sappiano contenere con professionalità i “livelli di disordine”, mentre vanno fortemente contrastate le soluzioni di “gestione privata” (come le ronde di privati cittadini), che per la loro natura spontanea e non professionale rischiano di peggiorare il clima e i problemi connessi alla sicurezza.

Un problema complesso come quello della sicurezza e dell’integrazione sociale va affrontato in modo articolato, agendo allo stesso tempo tramite diversi strumenti, che possano favorire le condizioni per promuovere la sicurezza urbana e attenuare la percezione di insicurezza tra i cittadini, tramite soluzioni sia di tipo preventivo che repressivo, nella consapevolezza che queste ultime richiedono risorse per loro natura scarse e ad elevato costo sociale e devono essere impiegate con parsimonia e in modo efficiente.

Le forze della coalizione di centrosinistra, si impegnano ad elaborare in tema di sicurezza una serie di interventi coordinati tra loro, in grado di fornire risposte concrete ed efficaci tramite la predisposizione di alcuni “piani” di interventi specifici, che trovino priorità nell’azione di governo:

    1. piano di promozione della cultura della sicurezza, della legalità e della prevenzione:

a) programmare iniziative volte a promuovere il rispetto della cosa pubblica e favorire il controllo del territorio per prevenire fenomeni di illegalità che coinvolgano i più giovani, anche tramite il servizio civile di anziani in prossimità delle scuole e dei luoghi di aggregazione;

b) programmazione, di concerto con gli istituti scolastici e con l’ASUR, di corsi educazione civica, legalità e rispetto della cosa pubblica e corsi di educazione alla salute per un corretto stile di vita (anche con informazioni sugli effetti delle sostanze stupefacenti e di alcool, spesso non adeguatamente conosciuti da parte dei più giovani ), e di iniziative volte a contrastare i fenomeni di bullismo e i vari fenomeni trasgressivi legati al disagio giovanile.

    2. piano di integrazione delle comunità di immigrati:

a) organizzazione di corsi di italiano gratuiti presso le Circoscrizioni, tramite apposita convenzione dell’Amministrazione comunale con il centro territoriale permanente per l'educazione dell’età adulta, e organizzazione, di concerto con la Consulta degli immigrati e con i consiglieri comunali aggiunti, di iniziative culturali volte a favorire una reciproca conoscenza tra cittadini italiani ed immigrati e promuovere il rispetto delle diverse culture e tradizioni;

b) ulteriore promozione dei servizi di informazione e aiuto per cittadini immigrati più esposti all’esclusione sociale, partendo dall’ottimo lavoro già svolto dal centro servizi immigrati;

    3. piano di miglioramento dell’ambiente urbano:

a) riqualificazione delle zone urbane in cui si avverte una maggiore insicurezza o si sono verificati episodi di vandalismo e micro-criminalità, tramite:

    - il potenziamento dell’illuminazione, per migliorare la percezione di sicurezza nelle zone più buie;

    - progetti specifici di riqualificazione urbana, sia mediante interventi di tipo urbanistico, sia tramite progetti volti a favorire l’aggregazione socio-culturale, la vitalità degli spazi urbani più desolati, e lo sviluppo delle attività commerciali, secondo indirizzi e modalità da concertare con le categorie interessate;

b) modifica del regolamento comunale di igiene e di sanità pubblica che oggi non consente alle forze dell’ordine e alle istituzioni di intervenire in casi di particolare gravità come accampamenti abusivi;

    4. piano di controllo del territorio e di governo della sicurezza:

a) intensificare il coordinamento tra le forze dell’ordine e la polizia municipale per favorire un maggiore controllo del territorio (anche tramite sistemi di videosorveglianza), specie nelle ore serali e nelle zone più isolate (parchi pubblici), o dove si sono verificati episodi di vandalismo o micro-criminalità, prevedendo la modifica del regolamento della polizia municipale per adeguarlo alle recenti normative che consentono loro nuovi poteri;

b) intensificare la lotta alla clandestinità che inficia e preclude l’inserimento dell’immigrazione regolare all’interno della comunità, attraverso la garanzia del conferimento di mezzi e risorse adeguate alle forze dell’ordine che svolgono il controllo al porto, anche con l’intensificazione della necessaria collaborazione con le forze di polizia degli stati europei;

d) attivare accertamenti tramite la polizia municipale, di concerto con la Questura e la Prefettura, delle attività commerciali e degli esercizi pubblici che possano creare problemi all’ordine pubblico con l’adozione dei provvedimenti conseguenti.

La coalizione di centrosinistra istituirà un tavolo permanente per la sicurezza presieduto dal Sindaco che preveda la partecipazione dei rappresentanti delle forze dell’ordine, delle associazioni degli immigrati, degli istituti scolastici, dell’Osservatorio sulla sicurezza urbana) e dei Presidenti di Circoscrizione;

IL TURISMO

Il Centro Storico

Non c’è ancora ad Ancona la capacità di sfruttare la parte storica, o meglio esiste a tutt’oggi una propensione a valorizzare l’aspetto commerciale e di ristorazione in centro, sicuramente da mantenere affiancando però a questo degli spazi culturali, multifunzionali, artigianali che aggreghino e offrano ai giovani ma anche al turismo portuale l’opportunità di visitare il centro storico potendo trovare non solo cibo e abbigliamento ma anche spettacolo, musica e cultura.

E’ necessario pensare a una formula di accoglienza per i turisti che si trovano a passare in città, prevedendo convenzioni con i negozi del centro, con i ristoranti , e ragionare su una serie di percorsi guidati (da offrire direttamente alle agenzie di viaggi o alle..navi turistiche che arrivano e lo offrono già loro a bordo come escursione predefinita) che portino gli stessi turisti a conoscere il centro cittadino. In collaborazione con le categorie economiche dovrà essere studiato un progetto per la valorizzazione della zona antistante il porto e del colle Guasco.

Il Parco del Conero

Il Parco del Conero è stato istituito per tutelare il patrimonio ambientale rappresentato dal promontorio del Conero, ma costituisce una importante risorsa turistica, che fa da traino al patrimonio storico culturale e comunque agricolo e frazionale che la città offre. Vanno incentivate tutte quelle attività agrituristiche, artigianali che fanno della tutela e del rispetto non solo ambientale, ma agricolo, culturale e tradizionale la propria ragion d’essere.

Ancona e l’Università

Pensare all’Università significa pensare tanto il rapporto con i docenti (il loro inserimento e coinvolgimento nel tessuto vivo della città) che con gli studenti (da accogliere e da inserire attivamente nella vita della città).

Presentazione di un atto di indirizzo nei primi cento giorni per coordinare gli interventi sugli alloggi per studenti, la logistica specie dei nuovi poli, gli eventi per promuovere la presenza di studiosi, la collaborazione istituzionale tra Città e Ateneo.

Va incentivata la politica di intervento del mondo accademico a favore delle imprese, finalizzata tale iniziativa alla industrializzazione di prodotti da realizzarsi tramite NEWCO cui partecipi, in funzione di GARANTE, il COMUNE di ANCONA.

Va approfondita la possibilità di creare un parco scientifico considerando la presenza dell’Università Politecnica di alto livello riconosciuto.

Il parco scientifico in accordo con la regione Marche potrebbe produrre:

sviluppo integrato di industria e ricerca pubblica;

sviluppo di nuovi settori high-tech

trasferimento tecnologico ai settori maturi.

Politiche Culturali

La cultura non può essere considerata un orpello, un di più che ci si può o no concedere a seconda delle disponibilità di risorse, ma una leva fondamentale di un rinnovato sviluppo, che consenta effettivamente ad Ancona di assumere quel ruolo di centralità nella regione Marche e nel medio Adriatico che la storia e le geografia le hanno da tempo assegnato. Anche e soprattutto, attraverso la cultura si può aiutare Ancona a guadagnare autorevolezza, rispondendo alla sua missione di capoluogo di regione e conquistandosi finalmente un ruolo che non può solo essere rivendicato. La ricchezza culturale della nostra regione deve poter garantire la pluralità dell’offerta ma unitarietà e sinergie positive.

La cultura è innanzitutto il terreno della ri-costruzione della memoria collettiva, del senso di appartenenza e di identità.

Risveglio culturale si produce quando una collettività diviene cosciente del suo passato e del suo presente, del suo cammino storico e della sua condizione umana, e con questa coscienza intraprende una nuova strada.

Pur nell’apprezzamento di quanto di positivo è stato realizzato in questi anni, ci si deve proporre un salto di qualità.

Ancona, pur duramente provata e ferita dai tragici eventi storici e calamitosi del secolo trascorso, dai bombardamenti al terremoto, conserva tuttora ricche tracce del suo passato, documenti architettonici e un prezioso patrimonio d’arte, che vanno adeguatamente valorizzati a partire da un progetto di recupero turistico-culturale- di piccolo commercio e artigianato dell’area storica che si snoda tra il cantiere e il porto (con un segno forte nell’arco di Traiano), l’altura del duomo e il percorso fino a piazza del Plebiscito (del papa) alle Muse.

É necessario percorrere in maniera decisa la via della progettazione di una nuova immagine di Ancona, attraverso l’investimento culturale e un progetto unitario, che si articoli secondo linee di sviluppo dell’iniziativa, valorizzazione dei beni culturali e ambientali e delle risorse creative locali, recupero, valorizzazione e riorganizzazione degli spazi esistenti, individuazione e acquisizione ove necessario di nuovi.

L'idea centrale che si suggerisce per il progetto Cultura, è quella di "Ancona città dialogante” città di mare di cultura e di pace.

    • Per incrementare una dimensione identitaria della città, una volontà di appartenenza e di convergenza da parte delle diverse componenti della comunità cittadina.
    • Per incentivare una dimensione relazionale della città con il territorio: provinciale e regionale, europeo e adriatico.
    • Valorizzare le tradizioni di città marinara, recuperare e mettere a sistema l’insieme dei beni storici culturali e ambientali, le strutture e le risorse umane, perché sia più attraente e interessante da vivere e visitare e con maggiori opportunità di lavoro.

La cultura non va isolata, ma collegata ad altre attività, in particolare all'urbanistica, all'economia e al turismo; essa non va ristretta alla funzione scolastica e accademica, ma occorre misurarsi anzi tutto con la cultura in senso ampio, nel suo significato umanistico e sociale.

Andrà proseguito il lavoro sul Museo Diffuso Urbano per perseguire il collegamento (Cultura-Urbanistica-Turismo), e per costruire un terreno di memoria collettiva e costituisce un progetto Cultura.

Per questo scopo sono stati già reperiti 1.200.000,00 euro ed è stato prodotto un Piano Strategico che andrà discusso.

In questa ottica, è importante incentivare le diverse forme di memoria della città valorizzando maggiormente alcuni luoghi come i musei, pinacoteche, biblioteche, mediateche implementando le iniziative per la promozione della lettura ed il decentramento delle postazioni di distribuzione, utilizzando al meglio sul piano didattico e turistico il sistema museale.

Nello stesso tempo è fondamentale essere in interazione con il dibattito culturale (nazionale e internazionale), facendo in modo che esso sia reso accessibile nel territorio attraverso le principali istituzioni culturali di antica o recente formazione.

Occorre rinnovare il rapporto tra città e realtà produttive (dal porto al centro), non meno che il rapporto tra città e università (sia con le cinque Facoltà dell'Università Politecnica delle Marche, sia con il Polo teologico marchigiano della Pontificia Università Lateranense), tra città e teatro (Teatro delle Muse e Teatro Stabile – Form - Corale Bellini), tra città e mole (come struttura e come funzione).

Idee forza:

    • Per la Mole: La Mole può diventare l’eccellenza culturale del nostro territorio. Essa dovrà acquisire un ruolo internazionale, divenendo in prospettiva l’”Ambasciata della Cultura Adriatica”, un polo di raccolta, connessione, interpretazione e diffusione delle culture che si sono formate attraverso l’Adriatico. Oltre ad una funzione culturale, la Mole potrà rivestire un ruolo di rilevanza politica internazionale nella promozione del dialogo tra l’Europa ed il Medio Oriente, legando questa funzione alla presenza strategica ad Ancona del Segretariato Adriatico-Jonio, organo decentrato del Ministero degli Esteri

    va finalmente definita la destinazione per ospitare, accanto alle istituzioni museali già individuate, un centro di documentazione e raccolta di arte contemporanea a vocazione mediterranea per il quale esistono sin da ora concrete ed importanti disponibilità per la acquisizione di donazioni, colmando un vuoto rilevante. Il Centro dovrebbe dotarsi di un laboratorio collegato con artisti e Accademie che attraverso attività didattiche e di informazione promuova una maggiore conoscenza delle varie forme di arte contemporanea.

    • Per le Muse: Ancona deve farsi promotrice di un progetto, scevro da ogni limitante campanilismo, per la realizzazione di un unico soggetto lirico regionale che superi frammentazioni ormai insostenibili per l’intero settore. È necessario prevedere agevolazioni che consentano la fruibilità del teatro anche alle categorie meno abbienti e rimeditare la gestione della prosa e della lirica con l’obiettivo di contenere i costi pur mantenendo un buon livello qualitativo nelle produzioni.

    • Cultura politica: riprendere e sviluppare progetti già avviati ma non proseguiti ("Ancona città di pace") ; dar vita a nuove iniziative (Centro di etica pubblica ; Centro di formazione costituzionale; Università del mediterraneo; …).

    • Cultura per i giovani: la cultura deve essere punto di riferimento soprattutto per i giovani, mediante strutture accoglienti, attrattive, funzionali, con orari di apertura in linea con le loro esigenze. Questo principio deve partire dalla Biblioteca Benincasa, oggi inadeguata, il cui spazio interno deve essere fortemente ampliato e riqualificato nello stile della Public Library europea.

É la città nel suo complesso e non solo una élite di intellettuali - che deve essere coinvolta nell’obiettivo ambizioso di una nuova Ancona, superando la logica delle nicchie, l’estemporaneità e i rischi di soffocamento o esaurimento in episodiche e parziali iniziative, per dare corpo all’aspirazione legittima e irrisolta di rendere la nostra città uno dei centri culturali propulsivi e di maggiore vivacità della nostra regione.

Attività sportive

Più di un terzo della popolazione italiana pratica, con una certa costanza, qualche attività motoria o sportiva. Si tratta quindi di un fenomeno sociale, che tocca ogni segmento della collettività nazionale diventando parte stabile del progetto di vita di giovani e anziani, uomini e donne, senza limiti di età, di censo, di provenienza geografica, di cultura, di abilità.

E se nel passato l'attività sportiva era riservata a pochi, oggi si deve configurare come diritto di tutti, espressione di un nuovo diritto di cittadinanza e di partecipazione attiva.

Tutto ciò nonostante il mondo dello sport “spettacolo” viva una desolante carenza di esempi qualificanti disperdendo così la capacità dello sport di educare i giovani.

Lo sport ha ancora molto da dare all'individuo e alla società, a condizione che si imponga una rinnovata cultura dell'attività sportiva e che il modello perseguito sia appunto quello aperto a tutti, che costruisce cittadinanza, partecipazione, formazione umana, integrazione e coesione sociale.

Se lo si vuole, e si rende facile l'accesso agli impianti e alle attività, nessuno è escluso dallo sport e lo sport può essere davvero per tutti.

Basta alla concezione che i cittadini dello sport fanno tutto da soli e pagano tutto.

Ad Ancona non mancano le grandi strutture per la pratica delle discipline sportive più diffuse, Palarossini, stadio del Conero, Palascherma, pista atletica indoor... sono strutture che molti ci invidiano.

Tali strutture però sono scarsamente accessibili dal “cittadino sportivo” costretto necessariamente a rivolgersi al privato, con conseguenti costi personali.

Occorre quindi agire più in basso, andando ad incidere sul territorio con il potenziamento degli impianti di base, la cui fruibilità possa essere allargata non solo agli iscritti alle società sportive ma anche ai liberi cittadini. I mitici “campetti” rionali, luogo di condivisione ed aggregazione dovranno ricomparire per rinsaldare quel rapporto stretto tra lo sport, i valori positivi e l'educazione alla vita.

Mancano invece strutture idonee per due sport praticati da numerosi giovani: la pallanuoto e il rugby.

Le forze politiche del centrosinistra si impegnano a trovare soluzioni alle due esigenze anche con il ricorso all’intervento dei privati.

sport/scuola

E' universalmente riconosciuto il valore formativo dell'educazione corporea, dell'attività ludico-motoria, dell'educazione fisica e dell'avviamento allo sport.

Organizzazione di stage formativi con campioni positivi dei vari sport.

Promuovere l'adozione e la diffusione di una Carta di Comportamento improntata al fair-play, al rispetto e all’accoglienza amichevole dell’avversario, all’accettazione serena del risultato ed al rifiuto di ogni forma di estremizzazione, promuovendo la cultura dello sport e del rispetto reciproco.

Nell'ottica della priorità a potenziare e valorizzare il rapporto giovani e sport deve essere perciò garantita la continuità ed il potenziamento dell'inserimento, nella scuola elementare, di laureati in scienze motorie, aumentando, se possibile, le ore di attività motoria e coordinativa.

sport/salute

Fare in modo che l'attività motoria e sportiva possa adeguarsi ai bisogni di ogni cittadino come prevenzione e come orientamento verso nuovi stili di vita, inoltre dovranno essere attivati i corsi di abilitazione per l’uso dei defibrillatori assegnati agli impianti sportivi.

sport/territorio

Promuovere progetti di animazione sportiva che coinvolgano ragazzi/giovani e meno giovani in una sorta di leale competizione (Palio dei Rioni...).

Implementare l'offerta di spazi attrezzati nella città e fornire adeguata manutenzione a quelli già esistenti.

sport/sociale/integrazione

Inclusione sociale e contrasto al disagio dovranno essere le matrici dell'azione dell'Amministrazione perchè nulla come lo sport condiviso rappresenta cittadinanza, partecipazione, formazione umana, integrazione e coesione sociale.

nuovi sport

Diritto di cittadinanza a quelle pratiche sportive importate dai “nuovi abitanti” della città dal cricket all'hockey su prato...

sport/società sportive

Sono gli osservatori e gli attori privilegiati della realtà sportiva nella città. Agevolazioni nell'azione di “reclutamento” nelle scuole, assistenza nell'accesso a finanziamenti pubblici nazionali ed europei, incentivazione e promozione della partecipazione agli eventi sportivi, sono alcuni aspetti da curare. E' inutile nascondere le difficoltà che esse affrontano, soprattutto dal punto di vista economico, dal momento che (in tutta Italia, ma anche in tutta Europa) le sponsorizzazioni delle imprese al mondo dello sport ormai sono sempre più difficili da trovare.

Con l'investimento sportivo non si fa business, ma si contribuisce alla formazione umana e sociale dei ragazzi

Studiare con le varie società sportive convenzioni particolari per i giovani e i giovanissimi.

Realizzazione di incontri di atleti di alcune discipline sportive con formazioni dell’altra sponda dell’Adriatico, per coinvolgere in maniera concreta i giovani nell'esperienza di culture, religioni e stili di vita diversi

sport/tifosi

Se è vero che coinvolgendo i giovani nell'attività sportiva gli si forniscono momenti di riflessione su valori importanti come la solidarietà, la lealtà sportiva, il rispetto dell'avversario (mai nemico ma solo antagonista), la disciplina, il coraggio, altrettanto vero è che sarebbe necessario creare una “scuola del tifoso” basata su valori etici, non scontro ma partecipazione gioiosa, rivolto ai genitori, ai nuclei familiari. Troppo spesso sono i genitori “esagerati” a far diventare lo sport una battaglia e non una festa.

Forse lo sport “non cambierà il mondo”, smentendo l’auspicio generoso e profetico di Nelson Mandela, ma è certo che con lo sport un contributo a migliorare il mondo diventa possibile.

Politiche Giovanili

L’Amministrazione comunale di centro sinistra si pone i seguenti obiettivi a favore dei giovani:

    • rilancio della "Carta Giovani" con una radicale riorganizzazione dei servizi offerti. Non più semplicemente sconti in negozi al di fuori dall'attenzione dei giovani, ma vere e proprie agevolazioni soprattutto per ciò che riguarda l'offerta di servizi (autobus, internet, mense, biblioteche, parcheggi...) ;
    • Rendere stabile per l’intero anno l’esperienza dell’apertura notturna gratuita del parcheggio Traiano ed attivarla anche per il parcheggio sotterraneo di piazza Pertini.
    • la partecipazione reale dei giovani alle scelte cittadine, attraverso incontri e consultazioni, a partire dal nuovo piano urbanistico. La realizzazione di un Forum giovanile di consultazione sul futuro della città potrebbe rilanciare l’effettiva possibilità di istituire una Consulta dei Giovani ad Ancona.

Fondamentale dovrà essere la collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche, che solo nelle facoltà di Ancona conta 16000 studenti, di cui circa la metà studenti fuori-sede: servono convenzioni, cercando di rimuovere alcune scelte che non sono eco-sostenibili e in coerenza con il contenimento della mobilità privata, ad esempio è contraddittorio che la tessera per il parcheggio ANNUO alla Facoltà di Economia costi appena 11 euro, mentre un mese di abbonamento Autobus costi almeno 20 euro. Tale contraddizione va rivista con una tariffazione che premi i fuori sede e che privilegi soprattutto la scelta del mezzo pubblico.

Un vero Decentramento e una Nuova Partecipazione Democratica – il ruolo delle circoscrizioni

Le Circoscrizioni in una città come Ancona, di medie dimensioni, hanno svolto nel passato un importante ruolo nella direzione del decentramento amministrativo favorendo l'effettiva partecipazione della cittadinanza alla vita politica, sociale e culturale. La maggior parte degli anconetani ormai riconosce questo ruolo e questi frequentano le circoscrizioni per evidenziare problemi e prospettare le esigenze della comunità. Le limitate risorse finanziarie e organizzative assegnate ne hanno spesso frenato la possibilità di fornire risposte concrete e dirette ai cittadini dovendo obbligatoriamente e scalare la questione alla giunta.

Con la legge finanziaria 2008 del Governo Prodi, nell'ottica della ottimizzazione dei “costi della politica”, è stato posto il vincolo che le Circoscrizioni fossero costituite da almeno 30000 abitanti. Ancona applica questa norma con le prossime elezioni di giugno e dall'ultimo Consiglio Comunale sono stati definiti i confini delle tre nuove Circoscrizioni e sarà questa l'occasione per avviare una nuova fase per un VERO DECENTRAMENTO e una NUOVA PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA.

Dovrà essere innanzitutto completata la modifica del Regolamento delle Circoscrizioni, già avviata di recente, riconoscendo alle stesse e al suo Presidente, il ruolo di referente territoriale presso l'Amministrazione Comunale. Il costante confronto con la Giunta, con la partecipazione del Presidente alle sue riunioni sulla verifica delle questioni che riguardano il territorio sarà un mezzo efficace per focalizzare al meglio soluzioni e risultati.

Fondamentale sarà attuare un consistente decentramento delle competenze decisionali per i lavori di Manutenzione Ordinaria delle aree verdi, di strade e marciapiedi, nonché di una maggiore possibilità di realizzazione di nuove opere pubbliche di interesse circoscrizionale, sarà quindi necessario spostare risorse finanziarie e di personale nelle disponibilità circoscrizionali e per rispondere a tali esigenze si dovrà procedere ad una riorganizzazione per funzioni decentrate di molti servizi ed uffici.

Anche la partecipazione dei cittadini alla vita politica, sociale e culturale della città dovrà essere potenziata tramite una maggiore capacità di intervento delle circoscrizioni, a tale fine si renderà necessario creare strutture che possano essere più decentrate nel territorio. Ciascuna Circoscrizione dovrà essere suddivisa in almeno due Zone Territoriali Omogenee, ognuna con un proprio Comitato di Zona, nominato dal Consiglio di Circoscrizione e su base volontaria, con il compito di recuperare e consolidare in modo diffuso tutte quelle attività socio-culturali, di attenzione e vicinanza alla popolazione, nonché di integrazione dei nuovi cittadini, caratteristiche peculiari delle attuali Circoscrizioni già molto apprezzate.

Riteniamo che Ancona suddivisa in tre Circoscrizioni e in 7/8 “Quartieri” (Zone Territoriali Omogenee) possa realizzare un sistema di Partecipazione Democratica e Decentramento Amministrativo importante, che aiuti l'Amministrazione Comunale nel governo della città e che la faccia divenire ancor più un insieme di servizi utili e vicini ai cittadini.

Le Frazioni

Le frazioni di Ancona necessitano di recuperare vivibilità in termini di offerta di servizi e funzioni pubbliche, riattivando nel contempo un tessuto economico basato sugli esercizi pubblici, sull’agriturismo e sull’artigianato di nicchia. In questo senso, assieme al recupero di spazi ed immobili pubblici ed alla diversificazione degli usi consentiti, si propone di concordare con i residenti di ogni nucleo frazionale dei Piani di Recupero che facilitino l’insediamento nel tessuto esistente delle attività economiche succitate, attraverso premi fiscali legate anche alla qualità degli interventi di recupero, riconversione e riqualificazione degli stabili, e favoriscano l’adeguamento tipologico ed igienico-sanitario degli immobili residenziali (es. il Piano di Recupero di Montesicuro già discusso con i cittadini).

Anche ai cittadini delle frazioni dovrà essere data la possibilità di potersi collegare ad Internet a larga banda, per questo obiettivo le forze del centrosinistra completeranno la rete Wireless già realizzata in alcune frazioni come Poggio, Massignano, Varano, Candia, ad iniziare dalla frazione del Ghettarello per il quale era stata già studiata la fattibilità tecnica.

Per le frazioni andrà inoltre previsto ed attuato un piano specifico delle manutenzioni.

LE MANUTENZIONI

Le manutenzioni delle strade, dei marciapiedi, del verde e dell’illuminazione pubblica dovranno essere attuate nei tempi giusti.

Strade pulite e senza buche, parchi sfalciati, muri senza scritte, sono la vetrina di ogni città e richiedono fondi certi sia nel bilancio corrente che negli investimenti.

Per quanto sopra, l’Amministrazione di centro sinistra darà più deleghe e fondi alle tre circoscrizioni.

L’Organizzazione della macchina comunale

Una delle priorità dei primi cento giorni di governo di centro sinistra sarà l’organizzazione della macchina comunale.

L’attuazione sarà da eseguirsi previa informatizzazione di tutti gli assessorati, controllati dal SINDACO con continuità, anche al fine della verifica del perseguimento degli obiettivi nei tempi stabiliti.

La coalizione di centrosinistra considera necessario attivarsi per la ricerca di fondi dell’Unione Europea per finanziare interventi sul territorio comunale.

Allo scopo individuerà partner esperti di redazione di progetti finanziati dalla UE.

LA STRUTTURA AMMINISTRATIVA

La decisa ed efficace riforma della struttura amministrativa comunale è obiettivo indispensabile e prioritario per attuare con successo il programma della nuova amministrazione.

Il governo delle risorse umane dovrà in primo luogo far leva su politiche che premino merito e produttività. A questo fine è indispensabile dotarsi di sistemi di valutazione in grado apprezzare e monitorare nel corso dell’anno la concreta attuazione degli obiettivi assegnati sia ai dirigenti che al restante personale.

I risultati e i relativi incentivi vanno resi pubblici e i cittadini debbono essere coinvolti con tecniche e modalità appropriate al fine di permettere loro di esprimere il gradimento sui servizi resi, soddisfazione che deve pesare nei sistemi di valutazione del personale.

L’incidenza della spesa per il personale all’interno di quella corrente complessiva deve diminuire nel quinquennio di un punto percentuale all’anno. Il rapporto tra la consistenza del personale e la dirigenza deve costantemente e gradualmente continuare ad aumentare fino a raggiungere gli indici dei comuni più virtuosi.

L’Amministrazione investirà,tendenzialmente, fino all’uno per cento all’anno della spesa del personale in corsi di formazione che coinvolgano tutti i dipendenti attraverso piani annuali da contrattare con le rappresentanze sindacali.

Gli interventi per riorganizzare e migliorare la struttura amministrativa mireranno, in particolare, a:

    1. valorizzare le professionalità interne ricostituendo un adeguato serbatoio di quadri intermedi dal quale attingere per i ricambi dirigenziali;
    2. ridurre all’indispensabile, e comunque solo per altissime e qualificate professionalità, il ricorso a incarichi esterni;
    3. rinnovare la dirigenza utilizzando anche il criterio della rotazione;
    4. va ottimizzata la macchina comunale potenziando i servizi al cittadino (lavori pubblici e manutenzioni, servizi sociali, urbanistica, commercio, ecc.);
    5. sollevare il corpo dei vigili urbani da alcune incombenza amministrative per garantire al meglio i servizi di naturale competenza.

Si ritiene inoltre opportuna l'adozione di SOFTWARE LIBERO o Open Source negli uffici dell’amministrazione comunale, che oltre a ridurre sensibilmente i costi delle licenze, potrà guidare una crescita sia economica che di competenze nelle aziende, negli istituti scolastici e nelle attività professionali.

RAPPORTI ISTITUZIONALI CON GLI ALTRI ENTI

Tra Ancona e la Regione deve svilupparsi il massimo di collaborazione e sinergia, in primo luogo nella programmazione dello sviluppo e della crescita delle Marche.

Nella recente indagine del Sole 24 Ore sulla qualità della vita, le Marche sono l’unica regione con tutte le province entro i primi 22 posti della graduatoria. E’ la conferma di un modello che mantiene intatta la sua vitalità e la capacità di diffondere benessere in un reticolo urbano di 246 comuni, anche se di appena 1 milione e 530 mila abitanti.

Ancona ha contributo a raggiungere questo risultato, ponendosi al servizio di una crescita corale, sviluppando e qualificando i servizi - compresi l’Università e la ricerca – e le infrastrutture: porto, aeroporto, interporto e ferrovie.

L’intesa generale sulle infrastrutture firmata dal Presidente Spacca prevede, tra i molteplici interventi, il raddoppio della Falconara-Orte, il completamento della direttissima Ancona-Perugia, il raddoppio della variante alla SS 16, il collegamento fra il porto di Ancona e l’A/14 (cosiddetta uscita ovest) con il potenziamento del sistema logistico integrato porto-aeroporto-interporto.

Il raccordo del porto alla viabilità autostradale inizierà nel 2009: un indubbio successo frutto della collaborazione istituzionale comune-provincia-regione-stato che permetterà di rilanciare il ruolo nazionale dello scalo marittimo dorico, ponte privilegiato verso l’oriente.

Quest’ultima storica vocazione è rafforzata dall’istituzione del segretariato euro-adriatico con sede alla Cittadella, luogo simbolico della storia della città.

Ancona si riconferma città al servizio dello sviluppo dei paesi balcanici e dell’est europeo nonché della pace e della convivenza tra i popoli.

Anche in campo sanitario Ancona riveste un ruolo regionale di indubbia rilevanza sia per la presenza dell’ospedale regionale che della Facoltà di medicina. L’INRCA svolge, inoltre, una funzione strategica nella ricerca in campo geriatrico.

La città dorica è impegnata per la crescita di un modello di sviluppo economico e sociale regionale diffuso e non accentrato, in cui il ruolo del capoluogo è esaltato dall’intelligente funzione di centro che stimola e irradia impulsi alla sua area metropolitana e a tutto il territorio marchigiano.

Il RUOLO CENTRALE DEL CONSIGLIO COMUNALE

Il Consiglio Comunale è la sede ottimale per rendere trasparenti le decisioni dell'Amministrazione, è la "casa di vetro" che avvicina il Comune ai cittadini, la fonte primaria per conoscere le sue scelte e le motivazioni che ne sono alla base. Per legge e per statuto, infatti, le sue sedute sono pubbliche, cioè ad esse hanno il diritto di assistere tutti i cittadini. Lo svolgimento delle sedute attraverso Internet va assicurato per tutte le riunioni.

Il cittadino paga indirettamente (attraverso l'addizionale IRPEF) o direttamente (attraverso tariffe e contribuzioni varie)e in cambio riceve servizi. Egli ha il diritto di sapere se il suo sacrificio economico è proporzionato a quanto riceve, se il costo che sopporta è ragionevole, se ci sono stati eventuali sprechi. Ha il diritto, insomma, di pretendere da parte dell'Amministrazione pubblica lo stesso comportamento oculato e virtuoso del capo famiglia quando amministra il bilancio di casa e destina le risorse del reddito familiare alle varie necessità.

In questo modo viene ridisegnato un ruolo importante del Consiglio Comunale che va al di là delle residue e limitate competenze deliberative e delle generiche e tradizionali funzioni di indirizzo e controllo. Tale ruolo viene esercitato direttamente dall'assemblea o attraverso l'organizzazione interna (commissioni consiliari) o dai singoli consiglieri ai quali è riconosciuto il diritto di informazione, garantito anche mediante l'accesso alla documentazione.

Il Consiglio dispone già di strumenti presenti nello Statuto e nel regolamento. Interrogazioni, interpellanze, mozioni e risoluzioni, commissioni consiliari. Questi strumenti possono essere perfezionati, resi più incisivi ed efficaci. Esistono inoltre i poteri delle commissioni consiliari di promuovere indagini conoscitive o la facoltà del Consiglio di istituire commissioni di inchiesta. Le commissioni hanno anche la facoltà di convocare i responsabili delle strutture e dei singoli progetti perchè riferiscano sullo stato dei lavori nonché sulla rispondenza degli atti agli obiettivi di piano. Va garantito l'istituto della "Question time", per lo svolgimento di interrogazioni aventi carattere di particolare urgenza e attualità.

Le forze politiche del centrosinistra intendono ridurre i costi della politica, impegnandosi a proporre una modifica del regolamento comunale che preveda gettoni di presenza per le sedute delle commissioni consiliari, solamente per i consiglieri effettivi delle stesse.

SERVIZI PUBBLICI LOCALI

Il criterio di fondo cui si ispirerà l’Amministrazione comunale nella gestione dei servizi locali, in particolare a rilevanza economica, sarà quello che l’ha sempre guidata in tutti questi anni: perseguire il bene comune dei cittadini attraverso il controllo pubblico. Tale volontà si tradurrà in coerenti azioni e interventi che, sia sul piano della qualità che su quello dell’economicità, perseguiranno il più elevato grado di soddisfazione da parte del cittadino e il costo più contenuto possibile.

La scelte amministrative saranno inoltre volte a superare la frammentarietà dei soggetti impegnati e a creare dimensioni organizzative e aziendali che coincidano, possibilmente, con il livello territoriale della gestione del servizio.

Per i rifiuti, dopo la scelta del Consiglio comunale di collocare l’impianto di selezione e trattamento dei rifiuti secchi, ad Ancona sud e la decisione del Consorzio Conero Ambiente di realizzare la discarica strategica di bacino a Filottrano, l’Amministrazione comunale mirerà a creare uno strumento gestionale aziendale anch’esso di livello adeguato all’ambito territoriale di gestione del servizio. L’avvio della raccolta differenziata ha già raggiunto ad Ancona un livello molto elevato: il 70% su 35 mila abitanti. Sarà ampliata a tutta la città nel corso del 2009 (complessivamente sarà intercettata una frazione del 50%, in grado di far risparmiare il 20% sulla ecotassa) e il 1° gennaio 2010 entrerà a regime, con una stima percentuale molto vicina al traguardo già raggiunto (70%).

Le aziende partecipate Conero bus e Multiservizi, hanno raggiunto obiettivi di qualità ed economici molto positivi che la nuova Amministrazione è impegnata a consolidare ulteriormente. Governo della gestione il più possibile vicino al cittadino (sussidiarietà), controllo pubblico, difesa dell’occupazione e valorizzazione delle esperienze maturate, sono comunque altrettanti obiettivi imprescindibili cui fare riferimento nel miglioramento dei servizi.

Il servizio di pubblica illuminazione, gestito tramite Anconambiente, sarà sviluppato in cooperazione con gli altri comuni dell’area metropolitana.

L’Amministrazione comunale permarrà nelle società “Portonovo”, “Palombina” e “Passetto” per sostenere l’economia turistica.

Pace, Diritti Umani e Cooperazione Internazionale

Premessa

Il processo di globalizzazione e il fenomeno dell’immigrazione, hanno reso ancora più evidente la realtà di un mondo dove le barriere si sgretolano e le città diventano villaggi di una unica “grande famiglia”; dove le diverse tradizioni culturali ed etniche si incontrano per intrecciare i destini e le aspirazioni delle comunità e dei singoli. Per contro, la proliferazione dei conflitti armati, la generalizzazione del terrorismo e della competizione internazionale, l’aggravarsi delle condizioni di povertà e di sottosviluppo di porzioni crescenti dell’umanità, lo scontro tra civiltà, culture e religioni, emergono come una minaccia globale, capace di creare nei cittadini un senso di insicurezza, di diffidenza e di paura, di incomunicabilità e ineluttabilità delle cose.

Il Comune è l’istituzione più vicina alla gente ed ha il compito di promuovere il benessere e lo sviluppo della comunità e dei singoli cittadini. Al centro dell’organizzazione e dell’azione del governo locale ci sono le persone con i loro bisogni e i loro diritti: tra questi, il diritto alla pace e alla sicurezza. In questo senso la città rappresenta il luogo principale della sussidiarietà, delle politiche inclusive, della ricomposizione delle diverse istanze della popolazione, della partecipazione e della democrazia. Occorre pertanto promuovere “scelte di pace” e l’allargamento dei diritti umani e civili che esplicitano quel tessuto connettivo che rende coesa e solidale la città, nello spazio dilatato che va dal quartiere all'ONU.

Il bisogno di pace e di sicurezza è una priorità del nostro tempo. Le persone avvertono sempre di più i nessi tra la pace e la giustizia, tra la ricchezza, la povertà e lo sviluppo guidato da nuove regole, tra violenza e paura. Per questo motivo, la pace non può ridursi ad un argomento in più di cui tener conto nei programmi di governo locale ma deve diventare il primo obiettivo di chi è impegnato a gestire la "cosa pubblica" e nella promozione del bene comune a partire dalle relazioni di prossimità tra i cittadini, nel quartiere, nella scuola, nei luoghi di incontro.

Per questo la pace e il dispiegamento dei diritti umani e civili rappresentano un'aspirazione comune e non un valore di parte, una risorsa che arricchisce l’intera comunità - diritto fondamentale della persona e dei popoli - che il Comune, in sinergia con le altre istituzioni territoriali e il mondo dell’associazionismo, deve perseguire con iniziative politiche, culturali, educative e tramite il ricorso alla cooperazione internazionale;

Il ruolo di Ancona, Porta d’Oriente

    - Ancona capoluogo di regione – Porta d’Oriente – è città di pace e di libertà; è segnata da profonda vocazione cosmopolita; coltiva il rispetto e la tolleranza nei confronti delle diversità etniche, culturali, politiche e religiose; ha una specifica attitudine ad ospitare organismi di interesse generale (dallo Statuto Comunale, art. 1)

Per la propria tradizione storica di città cosmopolita e solidale e per il ruolo svolto a sostegno delle popolazioni in occasione del conflitto che ha insanguinato l’ex Jugoslavia e i Balcani, la città di Ancona - promotrice della “Carta di Ancona” con la quale i paesi delle due coste dell’Adriatico si sono impegnati a favorire azioni di pace e di mutua cooperazione – è diventata sede di Organismi Internazionali di cooperazione, come il “Forum delle Città dell’Adriatico e dello Ionio” e del Segretariato dell'Adriatico, partecipando alla ricostruzione e allo sviluppo di diverse comunità d’oltre sponda e alla creazione di momenti di scambio e d’incontro tra i giovani e le realtà istituzionali, produttive e culturali del bacino adriatico-mediterraneo;

A partire dal 2004 l’Amministrazione Comunale ha istituito una delega specifica alla Cooperazione con i paesi in via di sviluppo, successivamente integrata con l’impegno per la Pace e la Solidarietà, con il risultato di consolidare e ampliare i progetti e l’impegno dell’intera città, a fianco di gruppi, associazioni, organismi di volontariato internazionale, per contrastare la povertà estrema e il sottosviluppo di alcune comunità del Sud del Mondo (Eritrea, Etiopia, Zambia, Kenia, Mozambico, Brasile, Palestina, Sri Lanka, Albania, Kossovo) ed educare ai valori della solidarietà e della mondialità;

La città di Ancona è sede di numerose associazioni di volontariato che operano incessantemente sia per educare e diffondere una cultura della pace e della solidarietà internazionale, sia attraverso l’invio di medici, professionisti, cooperatori, denaro, attrezzature, mettendosi a fianco delle popolazioni del Sud del Mondo, per offrire l’assistenza primaria di base e le condizioni di auto-sviluppo sostenibile. In questo modo la città di Ancona rende esplicito il patrimonio di culture, spiritualità, ricerca del dialogo, cooperazione, sostegno reciproco, solidarietà concreta, sviluppo della democrazia, ricerca comune della pace, che diventano patrimonio e risorsa straordinaria anche per la crescita della nostra stessa comunità anconetana:

L’impegno per la Pace e la Cooperazione internazionale

L’azione di governo locale può e deve contribuire a far crescere la consapevolezza del diritto alla pace e a relazioni di pace fra i singoli, le comunità e gli stati. E’ per questo che l’Amministrazione Comunale deve rilanciare la propria corale iniziativa politica per costruire in sinergia con gli altri soggetti presenti sul territorio, un “Sistema Territoriale di Pace”, promuovendo una città aperta, tollerante, artefice di gesti di riconciliazione e solidarietà;

Tenuto conto che diventare una “Città di Pace” significa riscoprire la propria vocazione di “città educativa”, realtà essa stessa di educazione per tutti i suoi abitanti, a partire da molteplici ambiti, dove ogni scelta, da quella di tipo urbanistico alla rete dei servizi, dalla gestione dei trasporti all’uso del territorio, ha una ricaduta sui comportamenti ed incide sull’organizzazione e sui tempi di vita della comunità, potendo in questo modo veicolare modelli di tipo inclusivo e solidaristico, esercizio pieno dei diritti di cittadinanza,

si impegna a rende operativo un piano di iniziative concrete, capaci di rafforzare l'impegno della Città perché si faccia promotrice di iniziative di sostegno alla pace e diritti umani presso gli Enti Territoriali, il Governo italiano, l’Europa e le sedi delle agenzie internazionali, mediante appelli, petizioni, ordini del giorno contro la guerra, il terrorismo e la violenza, per la globalizzazione dei diritti umani, della giustizia e della democrazia;

Favorire lo sviluppo della "diplomazia dal basso" della città, attraverso i gemellaggi e gli scambi culturali e di amicizia, specialmente fra i giovani, per la costruzione di un'Europa di pace, per la prevenzione e la soluzione nonviolenta dei conflitti come quelli a noi particolarmente vicini del Medio Oriente e dei Balcani;

Valorizzazione del ruolo e della vocazione storica di Ancona come città aperta al dialogo e alla collaborazione con le municipalità ed i territori dell’altra sponda del mare Adriatico e dello Ionio e, più in generale, con le comunità povere del sud del mondo, nella ricerca comune della pace e di uno sviluppo equo, sostenibile e solidale;

Potenziamento dell’attività di cooperazione con i paesi in via di sviluppo attraverso la collaborazione con le Organizzazioni Non Governative di volontariato internazionale e l’avvio di programmi di cooperazione decentrata in gestione diretta soprattutto nel settore delle capacity e institutional building, best practices, sostenute con proprie risorse umane, professionali e finanziarie;

Sostegno e valorizzazione della progettualità espressa dai gruppi, Movimenti, Associazioni, Organizzazioni non governative presenti sul territorio anconetano, impegnati in progetti di volontariato e in attività di sensibilizzazione e di educazione alla pace e allo sviluppo, al fine di contribuire alla crescita di una cultura della solidarietà e della cooperazione;

Adesione alle iniziative e manifestazioni di pace a livello locale (Scuola di Pace, ecc.) e a livello nazionale e internazionale;

Implementazione e sostegno dei Piani dell’Offerta Formativa delle Istituzioni scolastiche con l’introduzione nei rispettivi curricoli didattici, di progetti di “Educazione alla Pace“ e di solidarietà internazionale;

Valorizzazione delle esperienze di solidarietà e di approfondimento delle tematiche della pace inserite nella programmazione delle attività didattiche di classe, portate avanti singolarmente dalle insegnanti;

Accoglienza e integrazione dei bambini extracomunitari con interventi di sostegno linguistico e mediazione culturale a fianco dell’insegnante e delle famiglie;

Realizzazione di iniziative che favoriscano la conoscenza, il dialogo e la convivenza multiculturale, multietnica e multireligiosa;

Favorire gli scambi giovanili internazionali e i gemellaggi fra le città;

Valorizzazione della presenza degli immigrati attraverso iniziative economiche, sociali e culturali;

Favorire la partecipazione degli immigrati alla vita politica e amministrativa della città, nei Consigli di Circoscrizione e nel Consiglio Comunale;

Pubblicato il 10/5/2009 alle 11.51 nella rubrica IL PROGRAMMA.

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